A piedi dudi tra le parole

 La citazione è una traduzione, artigianale, di un passaggio tratto da un volume che leggo a singhiozzo e di cui non capisco proprio tutto: Paradis, J. (2008) Second Language Acquisition in Childhood, in Blackwell Handbook of Language Development (eds E. Hoff and M. Shatz), Blackwell Publishing Ltd, Oxford, UK.

“I bambini non recepiscono passivamente la lingua: le loro difficoltà con le eccezioni e le ambiguità testimoniano che studiano la lingua, utilizzando capacità di astrazione indispensabili per la creatività linguistica”

Non potrei essere più d’accordo. Se non altro per via degli “giochi linguistici” che a volte i bambini, anche piccolissimi, fanno con straordinaria consapevolezza di star giocando.  Ad esempio, da qualche giorno Nina ci fa uno scherzo.  Lei sa che si pronuncia il singolare di piedi è piede (o biede, come dice lei). Ma quando io le dico, per giocare, “Il piede puzza!” lei mi risponde “biedo, etto è biedo” e ride a crepapelle. Se invece sono io la prima a dire “biedo” allora lei mi corregge ed esclama: “biede! etto è biede!!”.  E giù risate.

 

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