Il computer è pieno di pigne (e di fiori)

Da qualche tempo raccolgo su Pinterest giochi e attività da fare con Nina. In rete c’è un esercito di mamme blogger ed educatori che raccontano esperienze ludiche e didattiche e le documentano con fotografie e video.  Un po’ è per deformazione professionale, un po’ perché adoro l’estetica di questi racconti didattici,  mi piace passare qualche minuto al giorno a curiosare in questa miniera di idee per poi condividere nelle mie bacheche, nel blog e su facebook, le attività che mi sembrano più interessanti.

Per una volta provo a proporne una io.
Sicuramente non è originale, ma è facile facile e da queste parti ha funzionato bene.
Basta avere un po’ di curiosità, qualcosa da esplorare,  una macchina fotografica (anche la fotocamera di un telefono va benissimo) e una connessione Internet a casa.

Passeggiata nel bosco. Minimal. Giusto una mezza salita alle spalle di un centro abitato, data l’età di Nina e la scarsa esperienza di figlia e genitori in attività a contatto con la natura.

IMG_20140720_095420Volevo raccogliere qualche ricordo: un mazzetto di fiori, qualche foglia e qualche pigna da chiudere in un barattolo per conservare un po’ dei profumi e ogni tanto andare a toccare e ritoccare quelle “briciole” raccolte nella breve camminata. Ma ho dato alla bambina la borsa sbagliata, lei ha voluto portarci una bambola da compagnia e io non avevo un’alternativa. Così ho cominciato a fare qualche fotografia: una fragolina di bosco, le more ancora acerbe e i fiori. Fiori bianchi ad ombrello, fiori gialli, fiori viola, gli amatissimi “soffioni”.

Siamo tornati a casa con un magro bottino e qualche ospite di troppo (formiche), ma appena rientrati ho aperto Google immagini e me la sono messa sulle ginocchia per fare insieme qualche ricerca in rete.

Abbiamo iniziato con parole chiave semplici, anche perché di botanica ne so davvero poco di più di una treenne media.
Così abbiamo iniziato ad analizzare il raccolto.
– Abbiamo una pigna ? Vediamo che cos’è? Scriviamo “pigna”

Schermata 2014-07-21 a 04.59.26Ci siamo messe a scorrere la lista dei risultati. Le chiedevo “Qual è quella che assomiglia di più alla nostra?” E poi “Andiamo a vedere come si chiama? E’ una pigna di abete? E l’abete com’è fatto? Andiamo a vedere?”

Da questo stimolo è partito un gioco delle somiglianze che ha messo in gioco le capacità di osservazione e tutte le risorse linguistiche a disposizione per descrivere l’oggetto osservato. “La nostra pigna è lunga o tonda? Marrone o grigia?

Per un lungo quarto d’ora abbiamo ripetuto il gioco anche utilizzando anche le fotografie scattate a fiori e piante. E abbiamo scoperto che…

Fiore e pianta di cerfoglio

– i fiorellini bianchi che sembrano un ombrellino probabilmente sono carote selvatiche o cerfoglio

– il soffione è il frutto del fiore giallo di tarassaco, che abbiamo incontrato tante volte in prati e giardini chiamandolo dente di leone o piscialletto.

L’attività è durata una ventina di minuti, tempo lungo se si considera la capacità di un quasi treenne di mantenersi concentrato prima di tornare, giustamente, al gioco libero. Però abbiamo imparato un po’ di cose e possiamo ripetere l’attività tra qualche giorno, per esercitare il ricordo della passeggiata e della gita, che è stata un momento per stare tutti insieme spezzando la routine.

IMG_20140721_053459In più abbiamo scoperto che il computer e Internet non sono solo i contenitori di film e giochi per vestire e truccare le principesse. Ci sono dentro tante  pigne e  fiori e alberi.
Nel computer, però, non ci sono gli odori del bosco. Ma per quello abbiamo il nostro raccolto (la prossima volta porteremo una borsa più grande) e tanti barattoli di vetro da riaprire di tanto in tanto.


Alcune avvertenze

Nel fare quest’attività di “scoperta” è meglio non avere brutte sorprese: ad esempio immagini disturbanti nei risultati di una ricerca su Google Immagini. Meglio impostare la modalità Safe Search (ricerca sicura) e dare, in ogni caso, uno sguardo veloce ai risultati prima di mostrare le foto ai bambini.