La scienza dovrebbe essere un hobby

Prima di andare a dormire, un po’ così, di punto in bianco.

N: Non mi fraintendere, io stimo molto Einstein (sic), però questa cosa che la luce ha una velocità, proprio quella lì, secondo me è  proprio sbagliata. Anzi, non vuol dire niente. Proprio lui non sa che ci sono tante dimensioni temporali, quella della Terra, quella degli altri pianeti?
M: Che? Che sono le dimensioni temporali?
N: Una dimensione temporale è una linea che lega lo spazio e il tempo. Per esempio noi abbiamo le 24 ore… E le ere. Ma che ne sa lui di come sono le dimensioni temporali molto lontano da qui?
M: Forse alcune si possono ricavare con dei calcoli…
N: Non divagare. A me a volte questi scienziati mi pare che siano costretti a scavare nella testa come nella terra. Scava scava un’idea la trovano, e ci ricamano su. Per questo io mi fido di  più di quello che vedo. Anzi, secondo me la scienza dovrebbe essere un hobby, che tutti possono fare, dopo essere tornati a casa dal lavoro. Così togliamo di mezzo questa cosa degli scienziati famosi, che non va bene.
Comunque, per me sappiamo molto poco della velocità della luce, tranne che è instantanea.
Ora spegni.”

N. 8 anni domani

La velocità della luce nel vuoto è una costante di natura. Anzi, non proprio. Alcune teorie quantistiche della gravità minano questa certezza, suggerendo che i fotoni, i “quanti” di luce, potrebbero viaggiare a velocità diverse che dipendono dalla loro energia. Per indagare questa ipotesi e soprattutto provare a quantificare l’entità di questo effetto, un gruppo di ricercatori guidati da Maria Grazia Bernardini, ora in forza all’Università di Montpellier in Francia e associata Inaf, che ha visto la partecipazione di colleghi dell’Istituto nazionale di astrofisica di Milano, ha realizzato uno studio sulla luce emessa dai lampi di raggi gamma (Gamma-Ray Burst, Grb) corti, potenti esplosioni cosmiche legate alla fusione di stelle di neutroni. I risultati di questa indagine, pubblicati in un articolo sulla rivista Astronomy & Astrophysics, forniscono un nuovo limite sull’energia dei fotoni oltre il quale gli effetti di gravità quantistica diventano importanti e rappresentano un passo importante per l’utilizzo dei GRB corti come strumento per studiare gli aspetti più estremi della Fisica.  (E se la velocità della luce non fosse costante? – INAF)