Quella gran … di Cenerentola

Da diversi mesi Nina vuole ascoltare solo storie di principesse.

Evans, C. S. Cinderella. Arthur Rackham, illustrator. Philadelphia: Lippincott; London: Heinemann, 1919. Da SurLaLune Fairytales.com

E no, non credo sia colpa del marketing disneyiano che si insinua nei giocattoli, negli oggetti d’uso (tazze, piattini, pannolini, bagnoschiuma e vestiario con stampe ad alto rischio di tossicità) e nei “richiami” della pubblicità.

Certo, questo bombardamento rischia di essere modellante soprattutto sul piano iconografico.
Sì, sicuramente le rappresentazioni “standard” delle principesse devono essere dosate e mediate per proteggere la capacità dei bambini di rileggere e immaginare le storie raccontate (si chiamava, ai miei tempi, fantasia).
Tuttavia vedo che Nina se la cava egregiamente in questo. Mette in scena la storia con quello che ha a disposizione: orsacchiotti e altri peluche, “umani” disponibili, fialette di acqua fisiologica. Magari con una piccola spinta: basta dirle “fai finta”.

Penso anche che gli antagonismi culturali di certi genitori che per paura dell’omologazione al mercato propongono solo storie “politicamente corrette” siano forieri di povertà culturale, proprio come l’esposizione esclusiva e incontrollata all’universo disneyiano (che, diciamocelo, è cultura).  Credo invece che il potere delle principesse stia nell’incarnare un archetipo narrativo come ci ha spiegato bene Kurt Vonnegut.

Gira e rigira le principesse (categorie che ricompare nelle conversazioni di Nina con le amiche e in “scambi” ascoltati per caso) ci ripropongono sempre la stessa storia: Cenerentola. La quale a sua volta incarna la sintesi di tradizioni popolari antichissime (la prima, l’etera Rodope, risale addirittura all’antico Egitto) e globali (la Cenerentola cinese si chiamava Ye Xian).

Ye Xian – La Cenerentola cinese

Quindi penso sia giusto leggere e rileggere, vedere e rivedere molte versioni della stessa storia, lavorare sul confronto per aggirare il rischio dello stereotipo visivo e narrativo, quasi trasformando i bambini in piccoli “filologi”.

E magari, ogni tanto, proporre qualche alternativa, giusto per far capire che le storie da ascoltare e raccontare sono tante. E per offrire qualche alternativa con cui identificarsi, visto che la domanda “Ma la principessa dov’è?” compare anche quando mamma e papà raccontano altre storie (episodi della vita d’ufficio, fatti di cronaca).

E anche se ogni tanto insisto a dire a Nina che non ci sono solo le “principesse lagnone”, giù le mani da Cenerentola e dalla sue omologhe.

 

Archetipi narrativi  e fiabe

Sull’archetipo narrativo e le fiabe segnalo il progetto SurLaLune – Fairy tales.com che ha raccolto e pubblicato online dossier su 49 tra le fiabe popolari più conosciute al mondo.  Per ciascuna fiaba è stata realizzata una versione annotata con cenni filologici,  sono state raccolte numerose versioni, materiale iconografico, saggi e rielaborazioni nella storia della letteratura.

 

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