Quando ero grande…

Qualche giorno fa Nina ha detto al suo papà: “Quando ero grande mi regali la chitarrina”

Il futuro era imperfetto,  ma il senso generale della frase chiarissimo.

E ora  ci siamo.

Domani è il giorno del suo secondo compleanno e finalmente, o suo malgrado, Nina sarà (più) grande.

Arriverà la chitarrina insieme alla sezione ritmica (tamburo e maracas) e ad un flauto giocattolo.  Le stiamo organizzando una piccola festa in famiglia con zii, nonni e cuginetti. Appenderemo i suoi “quadri”, gonfieremo i palloncini, mangeremo la torta e altre golosità.

Un compleanno normale. Di una bambina fortunata. Una bambina che stamani si è svegliata e ha detto “Voglio lassarmi (rilassarmi) un po’… Mamma,  come si fa a lassarsi?”

Illustrazione di javier gonzalez burgos (via Coroflot)

Non amo la retorica facile. Mi infastidiscono anche i minuti di silenzio, troppo comodi e troppo veloci.

Dico solo che proprio in questi giorni Nina ha imparato il significato dell’avverbio forse:  “Forse ci entro nel passeggio (passeggino)di Amina (la sua bambola)”, “Forse il maialino è nascosto qui, o forse no”.

Forse tutti i suoi compleanni saranno così.  O forse no. Io farò di tutto perché abbia una vita serena. Ma lei è già così saggia da sapersi confrontare con l’incertezza.

[lampedusa – 3.10.2013]

[ A scuola senza colazione uk / Bambini denutriti in italia ]

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