L’erba voi… e altre cose nel giardino di Nina

Da qualche giorno Nina è entrata  nel suo 19esimo mese e, a consuntivo, mi annoto alcune novità di parola che  non sono riuscita a descrivere puntalmente.

Illustrazione di Fiona Sansom via PictureBook.com

Scoperta l’arte del fraseggio, la Nina è arrivata ad apprendere il meno servile dei verbi servili: voi, voce del verbo volere. Poco importa che, al momento, la seconda persona singolare funzioni al posto della prima, è chiarissimo il desiderio e l’intento: voi tetta, voi tchopa (scopa), voi amina (bambolina), voi ibo (voglio il libro).

A proposito di prima persona, nel mese appena trascorso Nina ha imparato a cominciato a descriversi, a giudicarsi e a dire la sua su come la giudicano gli altri. Se da piccini ci bastava distinguere gli occhi (o il naso) di Nina da quelli di mamma, ora abbiamo scoperto che Nina è bionda e mamma e papà son nei (hanno i capelli neri) e che anche gli occhi non sono tutti dello stesso colore. Abbiamo anche preso coscienza che, in generale, Nina è un po’ potchona (capocciona/testarda) e molto cticctiona (suona come cicciona, ma in realtà, dopo un primo momento di preoccupazione, abbiamo scoperto che vuol dire chiacchierona). Sì, Nina è proprio chiacchierona, non mancano di sottolinearlo quasi ogni giorno, quando andiamo a prenderla all’asilo. Lei però ha già trovato i suoi riferimenti per una identificazione in personaggi della “letteratura”: ci dice, infatti, che lei è chiacchierona come Peppa Pig e Suzy Pecora, “citando” una puntata di Peppa Pig su questo tema. L’ha vista decine di volte, ma non avevamo idea, fino a questa citazione, di quanto avesse compreso e assimilato le storie e addirittura i caratteri.

Nina ha anche imparato a mostrarci il suo dissenso, quando siamo noi a giudicare lei e i suoi comportamenti: no, Nina è bava (brava), Nina no è monenna (monella). Quando la contestazione non basta, passa alle minacce. E così stamani se ne esce Nina pange (piange), da considerarsi parte di un periodo ipotetico implicato (Se mamma non la tiene in braccio…). Per la verità, la riluttanza a mangiare verdura e frutta ci ha portato ad un uso intensivo di questi costrutti. A quanto pare, non abbiamo ottenuto un mutamento del gusto, ma lo schema comportamentale è stato assimilato benissimo.

E ancora… Da tempo nasconde gli oggetti e li fa riapparire in una sorta di gioco del cucù. Ora però ha imparato a dire “Non c’è pu” quando un oggetto è fuori dalla sua vista.
Ci stiamo confrontando con i concetti di piccolo (piccia) e grande, riferito per ora alle persone e agli animali adulti e ai loro cuccioli. E, pensando a se stessa, ci ribadisce che, almeno per il momento, le piace tantissimo essere piccia e non ha nessuna intenzione di diventare ande. Anzi, no, atzie (grazie) (tante, tante).

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