Il buono, il brutto e il cattivo

Fino a qualche giorno fa, la Nina era decisamente “binaria” nell’emettere giudizi di qualità. Niente rating o commenti, da parte sua. Un po’ come Nerone al Colosseo, affidava il destino di cose, persone ed animali ad un gesto simbolico. Dito indice alla guancia, un paio di rotazioni. Il gesto, nato sul seggiolone durante la pappa, ha acquisito per molte settimane la funzione di simbolico passepartout per il giudizio positivo:

  • estetico (com’è quel bimbo? com’è questa maglietta?)
  • morale (com’è la maestra, brava? )

Per il giudizio negativo, la Nina ha preferito a lungo trincerarsi in un silenzio, pur eloquentissimo.

Poi sono comparsi i e i no. Quando la Nina ha scoperto la relazione di opposizione che li lega, ha smesso di tacere di fronte a ciò che non le piace scuotendo la testa. E ad annuire per dare la sua approvazione.

Illustrazione di Ester Garcia Cortes (via Goodillustration.com )

Nell’ultima decina di giorni, però, deve essersi cimentata in una sua personale ricerca filosofica sul giudizio, perché all’improvviso sono comparsi gli aggettivi buono (bono, ono) buono buono, il suo superlativo ottenuto per ripetizione,  tipicamente attribuito a qualità degli oggetti che pertengono al gusto, bello (enno) che viene usato generalmente per le qualità estetiche.

E siamo arrivati, rapidamente, anche al brutto che è rimasto in incubazione per un po’, celato dietro ai silenzi della Nina. Per qualche settimana ha ascoltato questa parola dal papà, che la mattina, cercando di sedarla nel pieno dei suoi attacchi di mammite, le diceva scherzando: “Perché piangi? Non vuoi stare col papà? Che sono brutto?”. Non so se sia bastato questo a far acquisire il concetto. E’ probabile che la parola brutto (butto) sia utilizzata anche al nido, se non dalle maestre, dai coetanei che spesso la usano per sintetizzare qualità fisiche e non (brutto e cattivo). Ma tant’è.
Adesso la Nina la usa con viva e vibrante soddisfazione per emettere i suoi giudizi negativi, correttamente declinati per genere, spesso parecchio tranchant. E, se la genetica o i comportamenti appresi per imitazione non mentono, avremo probabilmente a che fare con una piccola criticona a cui non piace quasi niente e nessuno, esigente con tutti, in primo luogo con se stessa.

Annunci

One thought on “Il buono, il brutto e il cattivo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...