Tuttamia, tuttatua…

 

Nel mese di febbraio, per lavoro, ho dovuto allontanarmi da casa per molte ore.  E’ capitato che la Nina si svegliasse senza trovarmi a casa e mi rivedesse solo a tarda sera, per un saluto ed una poppata della buona notte.

Una di queste sere, una delle ultime, senza pensarci le ho detto: “Ora mamma è tutta tua”. Come se condividesse il sollievo e la gioia di ritrovarsi insieme, la Nina ha cominciato a ripetere tuttatua.

L’impressione che ho avuto è che, a differenza di altre parole, questa espressione le sia sembrata talmente importante e cara che è riuscita a comprenderla ed usarla motivata dalla carica emotiva di cui era connotata.

Impressione di mamma, certo. Ma in poco tempo, intendo pochi minuti, pochi scambi di battute, la Nina ha cominciato a balbettare risposte alle mie domande utilizzando. “Allora mamma è…?” “Tuttamia”, “E nina è” “tutta mia”.

 

 

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