La mia mamma, non la tua

La Nina è una bimba affettuosa che ci coccola, ci accarezza, ci bacia. Stamani addirittura ha provato a cullarci come  le maestre fanno con lei all’asilo: ci ha messo, a turno, una mano sul petto, e ci ha intimato “Nanna! Iudi occi (chiudi gli occhi), du (giù)”.

Affettuosa, ma anche molto “possessiva”. Non stupisce che aggettivi e pronomi come mio e tuo abbiano fatto comparsa nel suo linguaggio abbastanza presto. Dopo “Totto è mio” di qualche giorno fa, ieri ha formulato la frase “La mia mamma”, scandita con chiarezza e senza inflessioni in bambinese.

Ovviamente, ha capito al volo l’effetto che queste parole hanno prodotto sulla mamma… e ha cominciato a ripeterle… Credo che per il momento associ il significato alla frase intera… Probabilmente capisce la funzione delle diverse parole, ma non la struttura della frase.  Quando tenta di riprodurre lo stesso concetto rivolto al padre, mescola l’ordine degli elementi: “miopapa”, “papamio”, “mio(vocalizzi incomprensibili)papa”.

 

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